Aiello, il Maiuzzo invade la provinciale. In località Petrone la furia del fiume scava gli argini


La SP 53 inondata dal Maiuzzo



Il video realizzato da Mauro Amendola

AIELLO CALABRO – Le abbondanti e continue piogge degli ultimi giorni hanno causato, come nel resto della regione, frane e smottamenti un po’ su tutte le strade del Comprensorio e in particolare nel comune collinare. 
A destare maggiore preoccupazione nella tarda serata di domenica è stato il torrente Maiuzzo, affluente dell’Olivo, che ha invaso con acqua e fango la carreggiata stradale della “Fondo Valle Olivo”, scavando un grosso fosso nel terreno adiacente. I lavori per limitare i danni – eseguiti dall’Amministrazione provinciale di Cosenza durante i quali ha presenziato il sindaco Perri - sono andati avanti per tutta la nottata e poi ancora nella giornata di ieri. Come è ovvio, al momento la strada che collega Aiello ad Amantea è stata chiusa al traffico con evidenti disagi per gli automobilisti. Per raggiungere la costa, infatti, si deve utilizzare la vecchia statale 108 sino a località Guarno per poi rientrare attraverso una stretta stradina nella Fondo valle Olivo. Non sappiamo fino a quando il tratto interessato resterà chiuso; certo è che per mettere in sicurezza la provinciale si dovranno eliminare gli inadeguati “tombini scatolari” nei pressi degli attraversamenti fluviali e dotare la strada di veri e propri ponti.
Il bollettino delle avversità atmosferiche, tuttavia, registra altri danni anche più a valle, sempre lungo la provinciale, alla confluenza del Maiuzzo con l’Olivo, dove la piena ha spazzato come un fuscello un palo dell’alta tensione, poi ripristinato dall’Enel nella mattinata di ieri.
Una certa apprensione pure in località Petrone, dove il fiume ha mangiato buona parte degli argini, e dove l’Ente Provincia, competente sulla vicina strada, ha dovuto proteggere la sede viaria con dei massi in cemento armato.

Commenti

  1. davvero impressionante

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  2. credo che se in passato non si fossero tagliati tanti alberi lungo le sponde del fiume, forse oggi i danni sarebbero stati minori.

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