Il Caso del titolare di autoscuola senza patente. La burocrazia ci ripensa e gli rinnova il permesso di guida

AMANTEA – Con i buoni uffici della stampa - a volte capita anche questo - le storie di burocrazia che chiameremo contorta si risolvono per il meglio. 
È il caso del titolare di una autoscuola di Amantea che agli inizi di settembre, suo malgrado, non aveva potuto rinnovare - per ragioni imputabili al funzionamento interno degli uffici preposti - la propria patente di guida di tipo D, che richiede il rinnovo annuale dopo il 60° anno di età. Un fatto che, a parte far sorridere qualcuno per l’aspetto in qualche maniera surreale, aveva indispettito il protagonista che si era rivolto al nostro giornale per denunciare la vicenda. 

In poche parole, il signor Guido Muto, dovendo sottoporsi a visita medica presso la Commissione medica locale dell’Asp di Cosenza (aveva effettuato la prenotazione a fine luglio), lo scorso 4 settembre si presenta al controllo con la documentazione necessaria, ma una disposizione interna del 2 precedente, retroattiva, richiede, senza averlo informato per tempo, una serie di esami medici ulteriori. Da qui, lo slittamento del rinnovo del permesso di guida (che peraltro scadeva il giorno successivo), a data da destinarsi. Ovvero a quando non si fosse sottoposto ai neoprescritti controlli, che pur immediatamente prenotati da Muto presso una struttura sanitaria pubblica, non potevano eseguirsi prima del 9 dicembre. Il corollario della faccenda risultava abbastanza chiaro: senza patente e senza poter svolgere il proprio lavoro di istruttore per circa tre mesi!
Per fortuna, però, dopo che su queste colonne avevamo raccontato l’episodio, la burocrazia si muove. Il nostro protagonista – in ferie forzate per un paio di settimane – riceve ben quattro telegrammi nell’arco di due giorni che lo invitano a sottoporsi alle visite fissate d’ufficio. Così, lo scorso 18 settembre Muto ri-ottiene finalmente la patente. “Non ho segnalato pubblicamente la vicenda solo per una questione personale – si premura di dire –. E non ho nulla da rimproverare agli addetti alle prenotazioni o ai medici della Commissione, che anzi si sono dimostrati gentili. Purtroppo però ho dovuto subire inutili disagi per una mancanza di coordinamento da parte dei responsabili dell’ufficio e spero sia stato un disservizio solo occasionale”.
La morale della storia però sembra essere questa. È mai possibile che - quando è il caso - per avere buoni servigi dalla pubblica amministrazione si debba sempre pungolarla?

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