Fiume Oliva. Nessun legame col caso Jolly Rosso

Fonte: Il Quotidiano della Calabria 24 maggio 2008, pag. 11 (Salvatore Muoio)

AMANTEA - Si scaverà ancora, dunque, nel letto del fiume Olivo che potrebbe davvero essere stato ferito dalla mano sconsiderata dell'uomo e, almeno nell'area sotto esame, trasformato nel tempo da scorcio incontaminato della vegetazione mediterranea, come ricordano gli anziani del luogo, a contenitore di rifiuti “speciali” di ogni tipo. Molti di loro ci fanno notare che per molti anni gli abitanti di Campora, la vicina e popolosa frazione di Amantea, hanno continuato ad approvvigionarsi di acqua presso una sorgente posta nelle vicinanze, proprio perché ritenuta di ottima qualità. Altri tempi, evidentemente, antecedenti alla possibile pratica che ignoti avrebbero poi attuato negli anni più recenti atta ad occultare, fuori da ogni norma e in spregio al comune buon senso, sostanze altamente inquinanti e forse anche tossiche.
La procura di Paola, ed in particolare il dottor Francesco Greco, oramai da anni è impegnato a far luce su quello che ancora ha i connotati di un vero rebus. Negli ultimi mesi, poi, le attività di ricerca si sono ancora più intensificate, anche alla luce dei risultati delle perizie che di volta in volta sono state affidate agli esperti, compresi quelli istituzionali. Nelle settimane passate, peraltro, i primi risultati di queste ricerche sono state messe a conoscenza dei sindaci dei comuni coinvolti. Nessuna notizia allarmante è stato detto più volte, ma il rinvenimento di quantità superiori al dovuto di elementi chimici particolari sembra essere accertata. Diverse le possibili interpretazioni di questo primo dato, considerato che alcune di queste sostanze sono state anche trovate a profondità piuttosto insolite. Nei mesi di giugno e di dicembre dell'anno passato, peraltro, sul posto sono stati visti operare gli esperti dei Vigili del Fuoco, supportati da un attrezzato laboratorio mobile. In quei giorni si è registrata anche un'intensa attività di movimentazione del terreno atta proprio ad effettuare test a diverse profondità e in un'area ancora più vasta. E proprio sul punto dove, da ieri mattina, si stanno concentrando i nuovi sondaggi ci sarebbe la novità. Si tratta di un'area certamente vicina a quella studiata finora ma diversa, che sarebbe stata indicata proprio dagli uomini della Capitaneria di Porto dopo uno studio cartografico approfondito. Sempre secondo alcune indiscrezioni che abbiamo registrato nella giornata di ieri, in effetti, dagli stessi rilievi sarebbero emerse alcune deviazioni anomale del fiume. Una circostanza che se definitivamente accertata potrebbe far pensare ad operazioni di scavo, effettuate nel tempo da ignoti, per seppellire i rifiuti speciali in questione. Dagli ambienti della stessa Capitaneria di Porto si parla “di un altro tassello utile per l'accertamento dei fatti”. In ogni caso il riserbo sulle indagini è strettissimo, proprio per arrivare alla conclusione di un'inchiesta che, come dicevamo, gli inquirenti precisano non avere nulla a che fare con quella precedente, archiviata nel dicembre del 2006, legata alla motonave “Jolly Rosso”. Dalla magistratura paolana infatti è stato chiarito più volte che i sondaggi effettuati sul posto a partire dal 2007, che stanno conoscendo da ieri una nuova fase, non hanno nulla a che vedere con la nave arenatasi la notte del 14 dicembre 1990, nei pressi di località “Corica”, nel territorio di Amantea. Su quell'evento, come si ricorderà, si aprì un filone d'indagine e un dibattito sul traffico internazionale di scorie radioattive e sostanze nocive che venne alimentato per diverso tempo anche dalle associazioni, dai cittadini, dai partiti e dalla stessa stampa. Le analisi di questi mesi, invece, sarebbero nate a seguito di specifiche informative pervenute alla procura dagli organi di polizia giudiziaria. L'operazione di ieri, infine, che sarebbe stata pianificata da almeno una settimana, sembra, a questo punto, far registrare un salto di qualità nelle indagini, se non altro in termini operativi, che ora contano anche sull'impegno del corpo della Capitaneria di Porto nelle attività di verifica ed accertamento condotte sul posto, che, si spera, possano rivelare nelle prossime settimane, in un modo o nell'altro, novità importanti.

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